Un progetto di Laura Cionci e Giovana Mastromauro

 Produttrice esecutiva Mariana Atauri Maurer  – scenografie Elias Abrahan –  tecnico audiovisivo Guilherme Spagiari

Luogo: Museu de Arte Contemporânea de Campinas “José Pancetti” – MACC

Dal 7 febbraio 2019 al 7 marzo 2019

 Inaugurazione 7 febbraio h.19,00 pm

 Patrocinio: Fundo de investimento cultural da cidade de Campinas – FICC

 Dopo un lungo processo di elaborazione e di collaborazione tra le due artiste iniziato in Italia nel 2014 e proseguito a distanza fino ad oggi, vede finalmente la luce il progetto Viúvos – Vi Vedo che  pretende di oltrepassare l’immaginario collettivo, i luoghi comuni e rompere con gli stereotipi partendo dalla condizione della vedovanza, provando a raccontare ed esaminare la perdita del coniuge dal punto di vista maschile.

Vivendo in una società machista, l’uomo non ha il diritto di emozionarsi, arrendersi, piangere.

Specialmente uomini che hanno amato e amano le loro compagne e si trovano in una condizione di difficolta. In questo progetto si tenta, attraverso i racconti dei soggetti, di scoprire quel lato emozionale dell’uomo celato dal suo quotidiano. I vedovi coinvolti nel progetto sono stati portati a riflettere sulla loro condizione, a ricordare il passato e ad analizzare la loro situazione attuale, da cui deriva un interessante contrasto tra il dolore e la nostalgia e una sorta di ironia mista a tenerezza. Come se l’uomo diventasse cosi fragile da addolcirsi non solo con l’espressione del dolore ma anche con la visione della sua vita nel racconto.

Il processo lavorativo durato 5 anni ha portato le artiste a riflettere anche sul contesto di questi stati d’essere nella società che cambia. Una visione brasiliana ed una italiana, non solo intima ma politica, che racconta come gli avvenimenti “esterni” nazionali, mondiali, contribuiscono lentamente a sgretolare, e continuano a farlo, la fragilità umana, la sensibilità femminina e spingono verso lo scollamento dell’uomo dalla sua radice, la terra.

La mostra creerà uno spazio di riflessione, di pausa, di attenzione cercando di toccare un’intimo delicato che vuole portare il pubblico ad un successivo sguardo globale.