Fondazione Pini

EVENTO INAUGURALE: Mercoledì 27 febbraio 2019, ore 19.00
Ingresso Libero

Alla Fondazione Adolfo Pini prende il via con una serata speciale Casa dei Saperi, il nuovo progetto pluriennale a più voci ideato e diretto da Valeria Cantoni Mamiani.

Mercoledì 27 febbraio alle ore 19:00 il team curatoriale under 35, scelto tra oltre 150 candidature, presenta alla città il progetto pluriennale Casa dei Saperi, che per i prossimi due anni sarà dedicato alle Nuove Utopie.
Nei nuovi spazi ampliati della Fondazione Pini Sonia D’Alto, Elisa Gianni, Itamar Gov, Cristina Travanini e Alessia Zabatino condurranno dialoghi e conversazioni con il collettivo artistico rumeno Apparatus 22, il filosofo Leonardo Caffo, il criminologo Adolfo Ceretti, Sara Ferraioli di Maestri Di Strada e la curatrice turca co-fondatrice di Collective Çukurcuma Mine Kaplangı.
A concludere la serata una performance sonora dell’artista e compositrice franco-canadese CECILIA.

Al centro del progetto, il tema Nuove Utopie è esplorato e approfondito a partire da nuovi modi, più sostenibili, di essere cittadini, attraverso la volontà e gli sforzi del pensare e spesso agire insieme per le alternative allo status quo.

“Ci siamo messi al lavoro sul tema della Nuove Utopie perché desideriamo pensare che siamo in un’epoca in cui è urgente tornare a parlare insieme, a confrontarsi, a scambiare conoscenze ed esperienze per ampliarsi, divenire più vasti e trasformare la realtà intorno a noi anche con il nostro contributo. Abbiamo scelto di fare questo con giovani di talento, impegnati in strade diverse, tutti accomunati dalla passione, dall’abitudine a unire dimensione teorica e dimensione pratica”, afferma Valeria Cantoni Mamiani, ideatrice e direttrice di Casa dei Saperi.

Proprio la capacità di scambio e di confronto tra giovani professionisti di diversi ambiti e discipline sarà il filo conduttore che guiderà, per i prossimi due anni, il team curatoriale under 35 selezionato dalla Fondazione Adolfo Pini attraverso una Open Call a cui hanno partecipato oltre 150 candidati da diversi Paesi. A farne parte sono Sonia D’Alto, Elisa Gianni, Itamar Gov, Cristina Travanini e Alessia Zabatino, che, sotto la guida di Valeria Cantoni Mamiani, avranno il compito di sviluppare e curare la programmazione nell’arco dei prossimi mesi.

Il primo appuntamento sarà proprio la serata inaugurale, in cui ciascuno di loro dialogherà, rispettivamente, con il collettivo artistico rumeno Apparatus 22, il filosofo Leonardo Caffo, il criminologo Adolfo Ceretti, Sara Ferraioli dell’associazione Maestri di Strada ONLUS e con la curatrice turca e co-fondatrice di Collective Çukurcuma Mine Kaplangı. Gli incontri si svolgeranno in contemporanea e in cinque diverse stanze della Fondazione.
A concludere la serata: Miracle, una performance sonora dell’artista e compositrice franco-canadese CECILIA, che si terrà nel salone principale.

Cinque i temi di approfondimento su cui i curatori declineranno le Nuove Utopie nell’arco del prossimo biennio, a partire dalla serata di lancio del progetto: si parlerà di apprendimento come sfida al cambiamento, di riparazione come pratica necessaria in un mondo che molto ha costruito e molto rotto a partire dalle relazioni, di post-umano come ibridazione generativa con la tecnologia e come riposizionamento rispetto all’animale e all’ambiente, di identità come forma aperta ed evolutiva e non gabbia chiusa in cui installarsi e proteggersi, di immaginazione e potere come spazio per l’affermazione del potere intrinseco di cui ogni essere umano e ogni comunità hanno diritto a partire dal poter essere, poter fare e poter avere un impatto.

Grazie al contributo del giovane team curatoriale, il progetto culturale Casa dei Saperi si pone quindi come un laboratorio aperto di confronto, dialogo e contaminazione su alcuni temi centrali del dibattito contemporaneo. Casa dei Saperi, letto come luogo di scambio e di interazione orizzontale e non accademica tra le diverse forme del sapere, tenta di creare e dare uno spazio egualitario di riflessione, presentazione, offrendo al pubblico della Fondazione Adolfo Pini uno luogo e un tempo di qualità fatto di sguardi trasversali e aperti al nuovo e al cambiamento.

La Casa dei Saperi vuole essere un luogo di conversazioni di qualità, di scambi generativi tra diverse discipline, diversi mondi che si incontrano per aprire e mai chiudere, per generare pensieri, azioni, collaborazioni, per co-creare senso in un momento in cui il senso sembra perdersi tra le maglie degli iper-specialismi, della fatica di trovare un proprio posto nel mondo, nel lavoro, nelle relazioni.

Cosa succederà alla serata inaugurale:
Ad affrontare il tema della riparazione sarà Elisa Gianni con Adolfo Ceretti, criminologo ed esperto di giustizia riparativa, intesa come rovesciamento di prospettiva e rimessa al centro della persona per contribuire a un nuovo riequilibrio più generale, che vada oltre il ripristino delle funzionalitào la ritrovata integrità.
Mine Kaplangı e Itamar Gov discuteranno invece il ruolo degli spazi d’arte come luoghi di rifugio e di valutazione in tempi di nazionalismi, populismi e xenofobia. Prendendo come punto di partenza le attività del Collettivo Çukurcuma di Istanbul, il discorso affronterà nozioni di censura, identità transnazionali e il dovere / il diritto di rappresentare l'”Altro”.
In dialogo con Cristina Travanini, Leonardo Caffo presenterà le idee contenute nel suo Fragile umanità (Einaudi 2017), raccontando di un umano che si modifica in vario modo, ibridandosi con la tecnologia ma anche riducendo la distanza con l’alterità non umana, animale e vegetale, e cercando di fare nuova chiarezza sul concetto oggi onnipresente di “postumano”.
Alessia Zabatino e Sara Ferraioli (Maestri di Strada Onlus), parleranno della possibilità di ripensare e progettare pratiche e azioni educative per bambini, ragazzi e adulti, che mettano in gioco ogni parte del sé e che siano capaci di affrontare e generare cambiamenti del sistema educativo e del sistema sociale.
Il dialogo tra il collettivo rumeno Apparatus 22 e Sonia D’Alto vuole essere un sopralluogo in quella che è una pratica artistica attivista e provocatoria, nei confronti di artisti che si definiscono dreamers ed esploratori di futurologie (fallite), e configurare un momento di
scambio reciproco a partire da un dialogo che si sviluppa da alcuni temi affrontati dal collettivo, quali simulacra, neo-miti e SUPRAINFINIT (un utopico universo che Apparatus 22 ho inventato ed esplorato sin dal 2015).