Progetto ibrido sulle vite che potremmo trovarci a fare scegliendo una strada piuttosto che un’altra: la “semplicità come via di uscita”. Ragioneremo su tre figure: Thoreau, Kaczynski e Le Corbusier. Metafore di esistenze possibili per una teoria “anticipazionista” nella vita di ogni giorno; anticipare il domani, un’essenzialità di rapporti, forme e organizzazione del tempo. Cabin-out è la via di uscita dalla frenesia della città ispirandosi al comune multiplo di queste storie che chiameremo “tre semplici capanne”. La prima costruita (1845) dal filosofo Thoreau a Walden. La seconda, in Montana (1969), casa del matematico Kaczynski fino all’arresto. L’ultima, vertice, (1952) in Costa Azzurra: residenza di Le Corbusier. Tre diversi personaggi che decidono il loro «buen retiro» in modo simile: architetture semplici e isolate in cui il mondo è messo da parte. Da questa base si propone l’installazione di una capanna-unione nelle periferie di alcune città italiane, luogo strategico del rapporto natura-città. Spazio per tutti per sperimentare, per un attimo, la semplicità possibile della vita.

Finanziamento: 18.000 euro
Comune di Firenze | Estate Fiorentina 2017

Staff (in aggiornamento)
PI: Leonardo Caffo (visione filosofica e coordinamento)
Francesca Marengo, Azzurra Muzzonigro, Livia Shamir (visione progettuale)
Laura Cionci (visione artistica)
Eleonora Raspi (curatela)
Alessandro Zangirolami (video)

CABIN-OUT mira a essere il risultato di un dialogo congiunto tra Waiting Posthuman Studio e Parasite 2.0. Una settimana in cui lo spazio verrà abitato, attraversato, vissuto, popolato da una molteplicità di traiettorie simultanee. Sarà il luogo d’incontro fra artisti, architetti, filosofi e bambini, animali e cittadini. Sarà la base da cui partire e il porto sicuro a cui approdare, diventerà essa stessa l’archivio del viaggio attraverso il corpo periurbano di Firenze. CABIN-OUT diventerà un centro di osservazione della biodiversità urbana. Offrirà rifugio alle specie animali, compresa la specie umana. Ospiterà la pianta-robot di Stefano Mancuso (Università di Firenze) a partire dalla quale si esploreranno le molteplici interazioni e l’ibridità fra natura e artificio ponendo workshop  di danza, musica, teatro, performance (a cura di Eleonora Raspi), e spettacolo. Tra gli incontri principali, volti alle tecniche di autocostruzione di una capanna simile a Cabin-out, sarà centrale l’intervento di Stefano Boeri. La capanna sarà inoltre costantemente abitata dallo staff di Waiting Posthuman Studio che ne farà uno spazio di scollegamento perenne (vietati cellulari, computer, ecc.).

Cabin- out sarà il punto di partenza e raccolta di esplorazioni collettive del territorio intorno a Firenze, dal Parco delle Cascine al Lungarno. In questo senso si coinvolgerà Stalker/Osservatorio Nomade con cui si guarderà il centro da fuori, attraversando i margini fra città e oltrecittà; si darà forma e si abiteranno con il proprio corpo i territori attuali e gli spazi dell’Homo Ludens. La sfida è quella di raccontare la città, e più in generale, la vita dalle sue periferie: i bordi, i margini, i contorni sono ormai destinati a saltare fino alla concezione di un unico grande spazio trasparente. È possibile riscrivere una guida turistica di un luogo da ciò che di solito viene ignorato o considerato marginale? E cosa delle nostre vite, che spesso ignoriamo, risulta invece centrale per recuperare semplicità e contatto con noi stessi? Da queste domande la capanna diventerà non solo lo spazio su cui sorge ma si restituirà, come vuole Renzo Piano, alla città che glielo ha dato. Un edifico, come la vita, deve essere capace di volare. Cabin-out si fonderà con il contesto in cui è inserita, trasportando al suo interno le vite di chi deciderà di abitarla per qualche giorno, unendo uso e funzione comunitaria.

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A. Muzzonigro, Progetto

Waiting Posthuman Studio e Parasite 2.0 contano su uno staff di architetti, filosofi, artisti e designer tutti sotto i 35 anni. La realizzazione della capanna, il suo progetto e la sua costruzione, saranno effettuate da architetti under 35, e così i workshop e le conferenze coordinati da giovani ricercatori provenienti da diverse realtà italiane ma con un diretto coinvolgimento dell’università fiorentina. L’idea, pur orientata a un ampio coinvolgimento della  popolazione,  è orientata a incentivare l’interesse degli studenti delle superiori e delle università che potranno sperimentare incontri con diverse discipline, realtà, e modi di sviluppare le loro vite future. Il progetto è coordinato da Leonardo Caffo, filosofo (28 anni) e da Azzurra Muzzonigro (33 anni) che insieme hanno fondato Waiting Posthuman come estensione di Gallinae in Fabula. Per una panoramica dettagliata dei curriculum e degli eventi organizzati in passato si consiglia di  visionare sul sito http://www.waitingposthuman.com – per raccontare l’esperienza che seguirà è previsto un numero speciale della rivista “Animot”, diretta da Caffo, con diffusione capillare in tutti i dipartimenti umanistici delle università del territorio italiano.

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