BANDO Academy Awards 2016

Academy Awards 2016

bando per artisti e curatori emergenti, studenti e neo diplomati delle Accademie e Università italiane
novembre 2016 – febbraio 2017

in dialogo con Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; NABA Nuova Accademia di Belle Arti, Milano; Accademia Carrara di Belle Arti, Bergamo; Accademia di Belle Arti, Venezia; Università IUAV, Venezia; Accademia Albertina di Belle Arti, Torino; Politecnico di Milano.

sedi: spazio espositivo di Viafarini alla Fabbrica del Vapore, Archivio DOCVA, VIR Viafarini-in-residence
Coordinamento: Giulio Verago
Curatela: Simone Frangi in collaborazione con Boîte e Waiting Posthuman

OPEN CALL

deadline per le candidature: 7 novembre 2016

 

PER CANDIDARSI

 

Inviare entro lunedì 7 novembre 2016 all’indirizzo portfolio@viafarini.org una mail con oggetto “BANDO Academy Awards 2016” allegando i seguenti materiali:

_ portfolio digitale e curriculum in formato .pdf con immagini dei lavori e didascalie;
scheda archivio portfolio dell’archivio DOCVA (scaricabile dal sito www.docva.org, pagina Portfolio Archive).

 

calendario degli appuntamenti con i visiting professor
i giorni di sabato 12, domenica 20, sabato 26 novembre 2016; e i sabati 3, 10, 17 dicembre 2016; 14, 21, 28 gennaio 2017; 4, 11, 18, 25 febbraio 2017.

 

Il formato

 

Academy Awards è un progetto di formazione, autoformazione e ricerca, curato da Viafarini e giunto alla sua quarta edizione. Un laboratorio della durata di quattro mesi, da novembre 2016 a febbraio 2017, rivolto a un gruppo di 20 studenti e neo diplomati delle principali Accademie e Università italiane, selezionati  tramite open call.
Academy Awards offre ai 20 partecipanti uno spazio in cui lavorare e riflettere sulle pratiche artistiche, condividendo occasioni di formazione e professionalizzazione.
Per la durata del programma Academy Awards trasforma gli spazi di Viafarini (spazio espositivo, archivio DOCVA, VIR Viafarini-in-residence) in un luogo di coworking, che i giovani artisti potranno utilizzare come studio condiviso, spazio dialogico per studio visit e portfolio review, zona di autoformazione tramite critical session e ad un programma di visiting con professionisti.
Academy Awards diventa così un’occasione di confronto tra artisti, curatori e professionisti per superare i confini dell’aula entrando in contatto con uno spazio di incubazione creativa e promozione della ricerca artistica contemporanea.

 

Il programma di visiting

 

La programmazione visiting di Academy Awards 2016 si presenta come un think tank con lecture, workshop, seminari, tavoli di lavoro.
Fondato su strategie formative alternative, di stampo critico e trasversale, Academy Awards si focalizza sulle pratiche culturali come piattaforme per sondare problematiche contemporanee.

 

Academy Awards è un spazio di lavoro orizzontale e collettivo che concepisce la conoscenza come una forma concreta legata al “fare” e allo “scambio” mantenendo come punto di vista privilegiato l’apprendimento attraverso la pratica.
L’ambizione del programma di Academy Awards 2016 è di focalizzarsi sull’educazione a questioni sociali per comprendere come la pratica artistica e progettuale in genere sia in grado di dare un contributo alla creazione di uno spazio civico e comunitario, anticipando le dinamiche e le criticità del “vivere insieme” per analizzarlo attraverso le lenti della sperimentazione critica e il pensiero della differenza radicale.

 

I due moduli teorici

 

L’edizione 2016 sarà cadenzato da un programma di incontri a contenuto teorico, critico e dialogico con artisti, curatori, urbanisti, filosofi e teorici che nella loro pratica e nel loro background esistenziale hanno lavorato in modo preciso e concreto su due filoni di ricerca: i femminismi e i postumanismi, entrambi intesi al plurale per cercare di essere fedeli alla pluralità di versioni e tendenze che animano il dibattito in queste due “zone speculative”.

 

Questo focus nasce dall’esigenza di fare il punto su dueepistemologie con un gruppo di colleghi con cui Viafarini sente sinergie, per sottoporre questi temi a una nuova generazione in formazione.
Obiettivo è capire insieme perché femminismi e postumanismi continuano a essere cari alla ricerca artistica e alla progettazione sociale contemporanee e come la loro transizione dal mondo dell’attivismo e dell’accademia al mondo della creatività le abbia depotenziate o in alcuni casi rese più produttive.

 

Modulo I. Femminismi a cura di Simone Frangi in collaborazione con Boîte
con contributi di (programma in definizione): Caterina Iaquinta, Elvira Vannini, Barbara Casavecchia, Margherita Morgantin, Lorena Giuranna, Chiara Cartuccia, Giorgia René Worms, Gabriele Sassone, Giulia Tognon, Maya Tounta, Erëmirë Krasniqi, Giulia Brivio e Federica Boràgina.

Grazie ad una costellazione di contributi e formati d’intervento eterogenei (dal reading group alla lecture), il modulo cerca di ricostruire una pluralità di genealogie diverse e possibili dell’epistemologia femminista, raccordando movimenti e correnti che sono spesso entrate in conflitto e si sono negate a vicenda, con l’obiettivo di comprendere come la militanza e la produzione teorica femminista abbia avuto un impatto nella ricerca artistica. Adottando come punto di partenza i recenti lavori di Elsa Dorlin e Iris Van Der Tuin, cercheremo di valutare insieme come il “soggetto politico” del femminismo si sia negli anni decentrato – abbandonando l’esclusività della lotta per l’emancipazione femminile – e si sia complessificato, virando verso una teoria più inclusiva dell’auto-determinazione, capace di riflettere in senso intergenerazionale e globale, nella volontà di comprendere l’intersezione di diverse forme di segregazione. In una prospettiva di solidarietà tra le lotte e le resistenze attivate nei vari momenti storici e località geografiche, il modulo passa in rassegna il femminismo della differenza sessuale di tradizione italiana e francese, l’anarco-femminismo, il femminismo neo-materialista, il black feminism e il femminismo post-coloniale e trans-nazionale e le teorie dell’intersezionalità fino ai più recenti manifesti Gaga Feminim di Jack Halberstam e Xenofeminsm di Laboria Cuboniks. L’intero percorso è seguito da Boîte – associazione culturale non profit che si occupa di editoria, d’arte, libri d’artista e progetti curatoriali legati all’editoria – che raccoglierà i risultati prodotti dalla ricerca collettiva e dal dialogo generato dagli interventi.

 

Modulo II. Postumanismi a cura di Waiting Posthuman (Leonardo Caffo e Azzurra Muzzonigro) con incontri tematici su corpo, margine, animale, ibrido, rete, vuoto.

Waiting Poshuman, piattaforma di ricerca interdisciplinare fra filosofia, architettura e arte propone un percorso di formazione strutturato in incontri, aperti e orizzontali, da svilupparsi a partire dalla lettura di alcuni testi selezionati. Durante ciascun incontro verranno letti e condivisi i testi proposti, ai quali i partecipanti potranno aggiungerne degli altri. Tali testi serviranno da base per iniziare una riflessione e devono essere pensati come degli hypertexts. Tramite un sistema di rimandi e analogie sarà possibile creare delle connessioni con altri contributi, siano essi altri testi, opere, progetti, immagini, mappe, fotografie, video e quant’altro. L’obiettivo è stimolare una riflessione plurale, collettiva, multidisciplinare a partire dal concetto di postumanesimo: “Il postumano è l’idea di un’umanità non più chiusa in sè stessa ma ‘aperta’. L’umano è in continuità ontologica con gli animali e la natura e non ha una posizione speciale nel mondo. Tende a ibridarsi e modificarsi con i suoi stessi prodotti tecnologici, modificando radicalmente i suoi predicati e parzialmente la sua essenza. Il postumano è un’opera aperta e si contrappone, per principi e parametri, all’umano come opera chiusa dell’umanesimo. Il postumano diventa quindi l’abitante di una città non più antropocentrica, una città che si fa ecosistema accogliendo organismi viventi (piante, animali, microbi) in continuità con elementi non-viventi (aria, acqua, terreni minerali). La città postumana è una ‘città ecologica’ fatta di trasformazioni flessibili, interattive, adattabili che evolvono nel tempo”. “Non c’è dubbio che dobbiamo prepararci a una nuova epoca, diventando quasi una nuova specie: quel postumanesimo non è soltanto un atto di ibridazione concettuale, né soltanto nuova sintassi progettuale elaborata a partire dalla dialettica natura/città, è una speciazione già in atto in cui nuove forme di vita si preparano a vivere insieme in una ritrovata alleanza”

 

www.waitingposthuman.com
www.boiteonline.org

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