Il Museo Gamba propone due momenti entro i quali incontrare il contemporaneo: questo di novembre, che intende riflettere sul presente con gli occhi rivolti al futuro, e quello di gennaio che, invece, lo fa con lo sguardo orientato alla tradizione.

La post-umanità, la trans-umanità, la necessità di una co-evoluzione dell’umano con le macchine e i dispositivi tecnologici, l’incursione sem­pre più massiccia della robotica nelle prassi e nelle visioni dell’uomo, la nanotecnologia, le profilazioni algoritmiche delle esistenze, questo e al­tro fanno parte del nostra attuale vita, con i connessi traumi e traguardi e di questo si vuole occupare questo primo appuntamento di novembre.

15 novembre 2019

LEONARDO CAFFO

 

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ore 17.30-18.30

 

GLI INCONTRI DEL GAMBA

FUTURO FRAGILE

Incontro con il filosofo LEONARDO CAFFO sulle domande e le riflessioni della filosofia relative alla post-umanità

L’antropocentrismo è stata la grande narrazione del nostro passato e del nostro presente, basato su una nostra presunta superiorità rispetto alle altre forme di vita. In realtà siamo della stessa sostanza di tutti gli altri esseri viventi, un cambiamento di paradigma che ci porta inesora­bilmente a pensare un futuro inesorabilmente diverso. L’umanità, oggi fragile come non mai, sta per entrare in una nuova e inaspettata era della sua evoluzione. Scopo di questa conferenza è capire insieme che forme, questo futuro così fragile, potrebbe avere.

LEONARDO CAFFO insegna Filosofia del Progetto al Politecnico di Torino. Crede che gli animali abbiano il nostro stesso diritto di stare al mondo, adora l’architettura e l’arte contemporanea, crede nell’ecologia come relazione. Dal 2017 insegna anche Scrittura non-creativa alla Scuola Holden di Torino, Curatela II al Dipartimento di Arti Visive della NABA a Milano ed Eco-design al Made Program dell’Accademia di Belle Arti di Siracusa. Scrive per il Corriere della Sera e per L’Espresso. Ha scritto alcuni libri di filosofia, e non solo. Insieme alla sua migliore amica, Valentina Sonzogni, dirige la rivista Animot: l’altra filosofia. Ha difeso la teoria che ha chiamato antispecismo debole nel suo libro Il maiale non fa la rivoluzione (Sonda, 2013). Sperando abbia la stessa fortuna sta lavorando all’idea di un postumano contemporaneo insieme ad alcuni artisti e non solo: si chiamiamo Waiting Posthuman Studio, producono visioni, oggetti e concetti tra arte, design, filosofia. Nel 2015 ha vinto il Premio Nazionale Frascati per la filosofia. Nel 2014 su La Repubblica è stato individuato come uno dei più promettenti filosofi d’Europa. Nonostante tutto, crede ancora nell’umanità.